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Succhi di frutta e salute

 

Il 28 febbraio 2017 sono stato ospite della trasmissione di RAI 1 “Tempo &  Denaro” con un’intervista sui succhi di frutta e salute. Ringrazio la produzione e la conduttrice, simpatica, decisa e capace di risolvere con il sorriso tutti i piccoli, grandi problemi che la diretta può creare. Di seguito riporto le domande che mi sono state fatte e le risposte, perché i problemi causati dall’eccessiva assunzione di zucchero per i bambini, sono molti e devono essere ben conosciuti dai genitori. Pertanto leggete e meditate, ed in ogni caso se volete potete rivedere la puntata.

http://www.raiplay.it/video/2017/02/Dallo-Studio-3-di-Saxa-Rubra-in-Roma-Tempo–Denaro-a8422232-f5ad-4d40-8eca-b4facf13b1c3.html 

Le bibite a base di frutta sono ricche di zuccheri aggiunti. Quali sono i pericoli dell’eccessivo consumo di zucchero sulla nostra salute?

Gli zuccheri aggiunti nei cibi e nelle bevande, sono un pericolo per la salute dei bambini.

Nell’immediato, aumentano il rischio di carie dentaria (dal 60 al 90% dei bambini ne è affetto) e sovrappeso per aumento della quantità di calorie.

Per il futuro, aumentano  il rischio di obesità, alterazioni dei grassi nel sangue, malattie cardiovascolari (ipertensione, infarto) e metaboliche come il diabete.

In particolar modo il gusto del bambino si forma con un lungo percorso che ha inizio in utero, prosegue poi con il latte materno e che si potenzia e modifica nel tempo grazie all’interazione di diversi fattori innati, educativi ed ambientali. Se diamo al piccolo i ciuccio bagnato nel miele, o nello zucchero e non gli insegniamo il piacere per i sapori diversi, quando crescerà cercherà per forza il dolce.

Tutto lo zucchero che è aggiunto nelle bevande (anche quelle per i bambini piccoli) porta calorie senza nutrienti, fa ingrassare e non nutre.

Quindi, sotto i due anni, ovvero nei primi 1000 giorni di vita non bisogna dare zuccheri aggiunti ai bambini, ma solo quelli presenti normalmente nei cibi. .

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce un limite massimo al consumo di zucchero che i bambini non dovrebbero mai superare: 40 grammi, che corrispondono circa a 12 cucchiaini da the. Troppo spesso però questo limite viene superato in che modo?

Bisogna essere realisti, non è semplice vietare l’aggiunta di zuccheri, sciroppo di glucosio, fruttosio, saccarosio, ai cibi industriali, perché ci sono troppe variabili economiche.

Però gli zuccheri sono veramente troppi, ché oltre a quelli presenti naturalmente, nel miele, nella frutta, nei cibi in genere, ci sono quelli che fanno parte egli ingredienti dei prodotti da forno, yogurt bibite e succhi di frutta che i bambini consumano comunemente.

Di conseguenza è necessario modificare la dieta dei bambini, intervenire nelle scuole per limitare o eliminare (distributori automatici) gli alimenti e bevande con zuccheri aggiunti, e far capire ai genitori che i succhi di frutta sono poco utili per la crescita e lo sviluppo del loro figlio, e che oltre ad essere inutili possono anche far male. Anche se è difficile da calcolare, globalmente lo zucchero totale della dieta giornaliera (zuccheri semplici contenuti nella frutta o in altri alimenti, secondo l’OMS) non dovrebbe mai superare il 10% dell’apporto dell’energia totale giornaliera (ovvero circa 25 grammi/ 5 -6 cucchiaini da tè). Per i LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana 2014) l’apporto giornaliero di zuccheri (semplici aggiunti e quelli naturali latte, frutta e verdura) deve essere inferiore al 15%.

Per un bambino i valori variano in base all’età ed alla statura con calcoli personalizzati.

Parliamo di zuccheri semplici perché il problema non sta nello zucchero contenuto nella frutta dove la fibra ne regola l’assorbimento, ma in quelli contenuto nei biscotto, merendine e cerali del mattino che i bambini amano usare

Alcuni esempi:.

  • una caramella: 3,5 grammi di zucchero
  • un vasetto di yogurt: da 150 grammi alla frutta 13,5
  • un tetrapack di bevanda dolce: supera 40 g
  • le bevande gassata: oscillano da 30 a 40 grammi
  • una colazione: 1 succo di frutta (30g) + 2 biscotti (12 g) + una fetta di torta margherita circa (20 g)

La scorsa settimana una ricerca condotta dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù ha fornito dei dati molto interessanti. L’eccessivo consumo di zucchero nei bambini, in particolare di fruttosio, innalzerebbe il rischio di sviluppare una malattia al fegato. Cosa ne pensa?

Troppo zucchero rischia di trasformarsi in “veleno” per il fegato dei bambini. Il pericolo arriva dal fruttosio, aggiunto ai cibi e alle bevande, capace di scatenare dei meccanismi simili a quelli dell’alcol. Ogni grammo in eccesso rispetto al fabbisogno giornaliero di zuccheri totali, accresce di una volta e mezza il rischio di sviluppare malattie epatiche gravi. Lo sostengono i ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su Journal of Hepatology, che, per la prima volta hanno dimostrato i danni del fruttosio (metabolizzato normalmente dal fegato) sulle cellule epatiche dei più piccoli. Lo studio è stato condotto tra il 2012 e il 2016 su 271 bambini e ragazzi affetti da fegato grasso Tutto questo è vero, ma il fruttosio non è un veleno, è come sempre l’eccesso pericoloso, in particolare per il fruttosio derivato dallo sciroppo di mais ovvero quello che viene messo nelle merendine. In pratica  la correlazione tra fruttosio e steatosi epatica esiste, e quindi bisogna stare attenti.

Mettiamo ora a confronto un succo industriale con uno fatto in casa. Quali sono le differenze dal punto di vista nutrizionale?

I succhi vanno bene se bevuti occasionalmente Non bisognerebbe comprarli regolarmente. La dispensa di una casa non è triste se non ha i pacchetti colorati. Anche quelli senza zuccheri aggiunti sono in realtà concentrati di sostanze dolci e per di più senza fibre, che hanno l’importante ruolo di rallentare il passaggio degli zuccheri nel sangue.

Quelli preparati in casa come centrifugati e spremute, o estratti da frutto intero, sono meglio dei succhi perché un po’ di fibre rimangono, ma l’ideale è la frutta intera o a pezzi.

Bisogna trovare il modo di renderla accattivante, condividerla con gli amici, a merenda per la scuola o a casa come macedonia con una spruzzata di limone.

Dal punto di vista nutrizionale, che differenza c’è tra un’arancia, un succo d’arancia e una spremuta d’arancia?

Un’arancia media pesa 200 grammi, ha 70 calorie, 3 grammi di fibre e 100 milligrammi di vitamina C.

A parità di calorie, una spremuta d’arancia di 200 millilitri (che si ottiene con 2 arance) non ha fibre ed ha 88 milligrammi di vitamina C

Un succo d’arancia di 200 millilitri, invece, ha 100 calorie, ma non ha fibre e non ha vitamina C

Le spremute preparate in casa, i centrifugati o gli estratti,  sono decisamente meglio dei succhi perché un po’ di fibre rimangono, ma l’ideale è la frutta intera o a pezzi.

Secondo uno studio australiano il consumo regolare di bevande al gusto di frutta, e quindi di zuccheri, provocherebbe un aumento della pressione negli adulti. Perché?

Lo zucchero sembrerebbe avere una correlazione molto stretta con la pressione alta, perché se assunto in quantità elevate stimolerebbe un’area del cervello chiamata ipotalamo, che provocherebbe a sua volta un aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna.

E’ quanto emerge da una ricerca Usa, guidata dal Saint Luke’s Mid America Heart Institute in Kansas City, pubblicata sulla rivista American Journal of Cardiology.

In particolare, ad essere messe sotto accusa dagli studiosi sono le bevande gassate zuccherate di cui si fa spesso un largo consumo, responsabili secondo i dati della ricerca di picchi di ipertensione che portano a un’estrema quanto pericolosa variabilità nella pressione arteriosa, che può aumentare anche le possibilità di andare incontro a un infarto.

Può essere possibile ma il ruolo principale è l’aumento di peso provocato da questi alimenti.

Sempre difficile fare una correlazione diretta perché tutto dipende dallo stile di vita: attività fisica ed alimentazione.